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botia macracantha 3 pz x 6cm

Il Chromobotia macracanthus è un piccolo pesce d'acqua dolce appartenente alla famiglia dei Cobitidae, unica specie del genere Chromobotia. Conosciuto comunemente come Botia pagliaccio, è originario di Sumatra e del Borneo. Dalle movenze eleganti è molto apprezzato per la spettacolare livrea.
Sono pesci estremamente longevi: alcuni esemplari hanno raggiunto in cattività i 50 anni. Fino ad alcuni anni fa era classificato come Botia macracantha.
Manufacturer: allevamento europeo

Price:
Sales price: 15,12 €

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Description

Il Chromobotia macracanthus è un piccolo pesce d'acqua dolce appartenente alla famiglia dei Cobitidae, unica specie del genere Chromobotia. Conosciuto comunemente come Botia pagliaccio, è originario di Sumatra e del Borneo. Dalle movenze eleganti è molto apprezzato per la spettacolare livrea.
Sono pesci estremamente longevi: alcuni esemplari hanno raggiunto in cattività i 50 anni. Fino ad alcuni anni fa era classificato come Botia macracantha.

Morfologia
Il corpo affusolato, piatto sul ventre e leggermente incurvato sul dorso, e la bocca rivolta verso il basso, provvista di quattro paia di barbigli fanno capire come i Botia siano pesci di fondo. 
In acquario aggiunge una lunghezza di 12-13cm, in natura può arrivare fino a 30cm. La linea ventrale è quasi dritta; la pinna dorsale inizia più avanti delle ventrali. Ha anche una piccola "spina" ai lati della testa, a cui bisogna prestare attenzione se si deve prendere il pesce con il retino, perché può rimanere impigliato.
Il colore fondamentale è il giallo-ocra a tratti rosso-arancione a cui si accosta una livrea formata da 3 bande verticali (una all'altezza della testa una a metà del corpo ed una prima della coda) di colore nero velluto. Tutte le pinne, comprese le pettorali, sono rosso sangue. Gli adulti perdono il colore arancio vivo per un più neutro giallo sporco, mantenendo però le pinne rossastre.
Il dimorfismo sessuale non è evidente ed è piuttosto difficile riconoscere i sessi.

Comportamento
Pesciolino vivace, vive in branchi. Ha spesso abitudini territoriali; per la difesa del territorio emette anche suoni simili a scoppiettii.
Come quasi tutti i pesci di fondo ha abitudini prevalentemente notturne, anche se non è raro vederlo durante il giorno. Ama restare rintanato negli incavi dei tronchi o sotto le pietre che dovranno essere sempre lisce, levigate e non calcaree.
Il Botia macracantha è senz'altro il pesce che più si adatta agli acquari di comunità: sono tranquilli e poco esigenti riguardo alla compagnia, si adattano facilmente, anche se è preferibile tenere più di un'esemplare (ma meglio non sovraffollare la vasca) perché, a differenza di altri Botia, soffre di solitudine se rimane solo (specialmente in età giovanile) e questo può portare ad apatia e deperimento dell'esemplare. 
Dimostra la caratteristica di pesce di branco soprattutto nei momenti di relax; si ammassano l'uno sull'altro in un angolo riparato dell'acquario spesso in posizioni strane (sdraiato nella tipica posizione del morto a pancia in su o adagiato immobile su un fianco).
Si nota un'aggressività infraspecifica che si manifesta tra individui adulti. Sono tipici i combattimenti "testa contro coda" per il cibo in cui due (o più) esemplari si sfidano in quella che è una vera e propria prova di forza; durante queste dispute, durante le quali usano gli aculei che possiedono sotto l'occhio, i due Botia mutano la propria livrea assumendo specie nelle bande verticali scure una colorazione molto più tenue. Il vincitore della disputa mantiene questa particolare colorazione per tutto il periodo del pasto il che gli consente di avere la precedenza su qualsiasi boccone gli arrivi a tiro.

Habitat
Il botia pagliaccio è diffuso nelle acque fluviali dell'Indonesia, nelle isole di Sumatra e Borneo. Pesce di fondo vive in acque correnti o ferme. Necessita di molto spazio libero per il nuoto con molte piante acquatiche (2/3-3/4 di fitta vedetazione e il resto lasciato a spazio libero per il nuoto) e fondo sabbioso, morbido e spesso. Illuminazione tenue.
Predilige un continuo ricambio d'acqua fresca piuttosto tenera, ph 6.5/7.5 durezza intorno ai 10-12 °dGH ed una temperatura di 24-30 °C. E' molto sensibile alle variazioni repentine di temperatura (che causa l'ittioftiriasi) e ph.



Alimentazione
Onnivoro; si ciba di vermi, crostacei e materiale vegetale. Si nutre prevalentemente di prodotti vegetali in pastiglie (da fondo), anche se non disdegna i comuni mangimi in fiocchi.

Riproduzione
Specie non ancora riprodotta in acquario. Essendo una specie longeva, si riproduce relativamente tardi. Non si conosce nel dettaglio la riproduzione, tuttavia sembra che più esemplari si muovano verso le zone a corrente veloce dei fiumi, arrivando ad accoppiarsi perfino in gruppo. Le femmine prima della deposizione cambiano alimentazione, cibandosi di pesci e aumentando la loro circonferenza nel giro di pochi giorni. Dopo la fecondazione esterna le uova sono abbandonate al loro destino, non sono rari i casi in cui gli adulti si cibano delle proprie uova.

Note Speciali
Convive facilmente con pesci di indole pacifica che vivono in branchi. Condivide generalmente l’acquario di comunità con ciprinidi e altri pesci asiatici (Trichogaster), ma può essere tenuto con successo anche in vasche che ospitano Discus.
Il botia è un pesce sostanzialmente robusto, vivono molto a lungo in acquario, ma da giovani è meglio prendere alcune precauzioni: i cambi d’acqua devono essere frequenti perché hanno bisogno di acqua pulita; non tollerano gli sbalzi termici, quindi attenzione nei cambi d’acqua invernali, cambiamenti repentini di 1 o 2 gradi possono essere letali.

Malattie
Il Chromobotia macracanthus è purtroppo intollerante alle medicine.
La malattia certamente più diffusa tra il Chromobotia macracanthus è l'ittoftiriasi comunemente definita "malattia dei puntini bianchi" e facilmente riconoscibile dalla presenza di piccoli punti bianchi sul corpo dei pesci colpiti. Spesso è provocata da uno sbalzo termico, da stress da trasporto e talvolta anche da uno stato di indebolimento dovuto a denutrizione o a cattive condizioni ambientali. Il parassita " Ichthyophthirius multifilis " agisce attaccando il pesce, penetrando nell'epidermide fino a raggiungere lo stadio adulto. A questo punto può abbandonare l'ospite per riprodursi ( in modo esponenziale ) ricominciando il ciclo.
Riconoscere questa malattia è abbastanza semplice: Generalmente gli ospiti colpiti si strofinano sui materiali decorativi ( anfore, rocce, alghe, fondo ecc ) presentando irregolarità nel nuoto e in casi più gravi difficoltà respiratorie seguita dallo stazionamento in prossimità della superficie.

Per curare la Ittioftiriasi possiamo seguire un semplice procedimento.
Innanzitutto sarà necessario alzare la temperature, se possibile, fino a 30° accellerando così il processo di sviluppo del parassita considerando che la sua vulnerabilità aumenta nel momento in cui si separa dal corpo del pesce.
A questo punto è possibile intervenire con un antiparassitario non dimenticando però, di filtrare l'acqua con carbone attivo a fine trattamento.
Considerando, inoltre, che la vita del parassita in assenza di ospite è di circa 3 giorni, è consigliabile trattare i pesci colpiti direttamente in un acquario di quarantena senza agire nella vasca principale, in particolar modo in presenza di invertebrati, per evitare così di danneggiare sia quest'ultimi che la flora batterica dell'intera vasca che verrebbe con molta probabilità compromessa.

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